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Chi Siamo: I Vignaioli di San Miniato

Per dare voce a un territorio ancora inesplorato

L’associazione, costituitasi nell’estate del 2007, è nata per volontà di un gruppo di vignaioli locali che si sono aggregati per promuovere insieme le loro etichette e far conoscere il loro rigoglioso territorio, quello di San Miniato, in provincia di Pisa.

Ad oggi fanno parte dell’associazione 6 aziende che producono principalmente vino, ma anche olio: sono queste, d’altro canto, due tra le ricchezze più importanti della terra che circonda San Miniato, piccolo borgo toscano noto anche per il tartufo e lo zafferano, altri due fiori all’occhiello dell’agroalimentare italiano.

Il territorio di San Miniato, per ciò che riguarda il vino, può vantare una storia molto antica: i primi documenti che attestano l’allevamento della vite risalgono al periodo romano, passando attraverso i Longobardi, fino agli Svevi. Sono molti gli scritti che raccontano la storia della vite in queste terre, come quelli del Redi, i saggi di agricoltura di Giovan Battista Landeschi, parroco di Montorzo, e gli scritti di Cosimo Ridolfi, che narrano di secoli di florida viticultura. Una storia vitivinicola che dura da ben duemila anni.

Intento dei vignaioli di San Miniato è quello di perseguire delle linee guida similari, attraverso le quali lavorare fianco a fianco per ottenere la migliore qualità, prendersi cura del loro territorio e rispettare la salute dei consumatori. È per questo che, comun denominatore, sarà a breve la certificazione biologica per tutti gli associati, alcuni già bio, mentre alcuni già in conversione.

I vignaioli di San Miniato, inoltre, saranno identificabili, entro l’inizio del 2018, grazie ad un bollino, apposto in etichetta, che indicherà l’appartenenza all’associazione.

I vignaioli di San Miniato, però, nonostante modus operandi simili, ben si differenziano gli uni dagli altri, dando vita ad un ventaglio produttivo variegato e mai scontato. Questo perchè la loro terra, rigogliosa e vocata soprattutto alla viticultura, accoglie svariate tipologie di uve autoctone, tutte con una loro storia ed un loro personale percorso: la più diffusa, come Toscana detta, è il sangiovese, uva regina della regione, seguita dalla malvasia nera, dal canaiolo, dal colorino, dal trebbiano, dalla malvasia bianca, dal san colombano, dal canaiolo rosa e dal sanforte. Vi sono, inoltre, varietà alloctone quali il cabernet, il merlot ed il syrah.

Di particolare importanza, per la sua rarità sul territorio italiano, la presenza del vitigno tempranillo, che sembra affondare le proprie origini negli antichi viaggi dei pellegrini sulla  Francigena, via che tocca proprio San Miniato.

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